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COLLEGIO TECNICI SANITARI di RADIOLOGIA MEDICA
della provincia di Ravenna

   Chi  il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica
TESTO INTEGRATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUB-BLICA 6 MARZO 1968, N

TESTO INTEGRATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 MARZO 1968, N. 680 CON LA LEGGE 31 GENNAIO 1983, N. 25

 

(G.U. n. 141 del 4 giugno 1968 e n. 38 del 9 febbraio 1983)

Regolamento per l'esecuzione della legge 4 agosto 1965, n. 1103, relativa alla disciplina della professione di tecnico sanitario di radiologia medica.

 

Art. 1 Le scuole per tecnici di radiologia medica, ordinate secondo la legge 4 agosto 1965, n. 1103, hanno lo scopo di impartire agli allievi, con unità di indirizzo e metodo scientifico, tutte le nozioni teoriche pratiche necessarie a svolgere con competenza le mansioni attribuite ai tecnici di radiologia medica.

In relazione alle varie mansioni che i tecnici di radiologia siano chiamati a svolgere, le scuole possono disporre, dopo un periodo di insegnamento biennale generale, dei corsi specialistici, con orientamento o diagnostico o terapeutico o di tecniche radioisotopiche.

 

Art. 2 Gli istituti universitari di radiologia, i pubblici ospedali dipendenti da enti pubblici che intendono essere autorizzati ad istituire una scuola per tecnici di radiologia medica, devono rivolgere domanda al Ministero della sanità per tramite del competente medico provinciale.

La domanda deve essere corredata dei seguenti documenti ed indicazioni:

a) deliberazione sulla istituzione e sul funzionamento della scuola, adottata dall'amministrazione dell'ente e debitamente approvata dall'organo di tutela. La deliberazione deve contenere l'indicazione dei relativi mezzi finanziari per l'impianto ed il funzionamento della scuola;

b) progetto tecnico sanitario per l'impianto ed il funzionamento della scuola, comprendente:

1) la pianta e la descrizione dei locali destinati ad ospitare la scuola ;

2) l'indicazione delle attrezzature necessarie per il funzionamento della scuola;

 

c) regolamento speciale della scuola contenente la disciplina relativa all'organizzazione tecnica, finanziaria e amministrativa della scuola, comprese le assicurazioni di cui agli artt. 7 e 15 della legge 4 agosto 1965, n. 1103, adottato dall'amministrazione dell'ente e approvato dall'organo di tutela.

Nel regolamento speciale ogni ente deve stabilire il numero degli allievi che possono frequentare la scuola e le modalità per la diffusione, prima dell'inizio di ogni anno scolastico, del bando per la presentazione delle domande di ammissione alla scuola ;

d) motivato parere del medico provinciale sulla opportunità di istituire la scuola, nonché dettagliata relazione dello stesso medico provinciale sulla idoneità dei locali e delle attrezzature della scuola.

 

Art. 3 Il Ministro per la sanità, previ accertamenti ritenuti opportuni, emette il decreto di autorizzazione all'istituzione della scuola, col concerto del Ministro per la pubblica istruzione.

Con il decreto previsto dall'art. 3 della legge è approvato anche il regolamento speciale della scuola e sono determinati anche gli eventuali oneri e modalità cui è subordinata l'apertura della scuola.

Del decreto di autorizzazione è data notizia gratuitamente nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel Foglio degli annunci legali della provincia, nella quale ha sede la scuola.

 

Art. 4 Le scuole devono essere amministrate e gestite dall'ente cui è stata rilasciata l'autorizzazione.

 

Art. 5 Nel caso di vacanza del posto di direttore dell'istituto universitario di radiologia o di primario radiologo dell'ospedale presso cui ha sede la scuola, la direzione di questa è affidata nei modi previsti dall'art. 9 della legge 4 agosto 1965, n. 1103, alla persona incaricata per legge, per regolamento o per disposizione della competente autorità, di sostituire il titolare mancante.

 

Art. 6 Il direttore della scuola ha la piena responsabilità didattica e funzionale della scuola, nei confronti della quale esercita costante opera di vigilanza e di controllo.

Il personale insegnante risponde direttamente verso il direttore della scuola dell'insegnamento affidatogli.

Il direttore della scuola convoca quando lo creda opportuno, e presiede il consiglio degli insegnanti, per trattare questioni generali o particolari interessanti l'insegnamento e ne sottopone poi i deliberati al consiglio di amministrazione dell'ente presso il quale la scuola è costituita per i provvedimenti di competenza.

 

Art. 7 Gli insegnanti delle scuole debbono essere scelti tra i docenti delle facoltà di medicina e chirurgia o di altre facoltà universitarie e tra i medici degli ospedali dipendenti da enti pubblici.

L'insegnamento può essere affidato anche ad altri esperti che siano muniti del diploma di abilitazione di cui all'art. 1 della legge 4 agosto 1965, n. 1103, e che siano iscritti negli appositi albi previsti dalla legge.

 

Art. 8 Il consiglio di amministrazione dell'ente da cui dipende la scuola delibera il compenso spettante agli insegnanti.

 

Art. 9 Possono essere ammessi alle scuole per tecnici di radiologia medica allievi di ambo i sessi.

 

Art. 10 I requisiti di ammissione alla scuola devono essere posseduti alla scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione. Devono peraltro essere ammessi i giovani che compiranno il 17 anno di età entro il 31 dicembre dell'anno in cui viene presentata la domanda .

Le maggiorazioni previste dalle vigenti leggi per l'elevazione al limite massimo degli anni 32 stabilito dall'art. 4 della legge 4 agosto 1965, n.1103, sono cumulabili fra loro fino al limite massimo di anni 40; o di 55 per mutilati e invalidi di guerra e per le categoria assimilate.

I minori di anni 21 non possono essere ammessi alla scuola senza specifico consenso scritto dal padre o di chi ne esercita la patria potestà o la tutela.

 

Art. 11 Gli aspiranti all'ammissione ad una scuola di tecnico di radiologia medica debbono farne domanda al direttore della scuola prima dell'inizio dell'anno scolastico e nel termine fissato dal regolamento speciale.

Alla domanda debbono essere uniti :

- il certificato di nascita ;

- il certificato medico di sana e robusta costituzione fisica rilasciato dall'ufficiale sanitario o dal medico provinciale, di data non superiore a tre mesi rispetto a quella di presentazione della domanda ;

- il certificato di subite vaccinazioni d'obbligo rilasciato dal competente ufficiale sanitario ;

- la fotografia del richiedente debitamente vidimata dal sindaco del comune di residenza dell'aspirante ;

- il diploma di istruzione secondaria di secondo grado.

Sull'ammontare degli aspiranti decide il direttore della scuola nei limiti dei posti stabiliti .

Gli aspiranti sono ammessi alla scuola con provvedimento del direttore secondo l'ordine cronologico di presentazione della domanda, salvi i criteri preferenziali fissati nel terzo comma dell'art. 4 della legge.

Ciascuna domanda, all'atto della presentazione, deve essere annotata in apposito registro con l'apposizione della data e di un numero progressivo. Nella ricevuta che dovrà essere consegnata all'interessato al momento della presentazione della domanda, e che gli dovrà essere inviata per raccomandata, nel caso che la domanda sia stata trasmessa per posta, devono essere indicate la data di presentazione o di arrivo e il numero con cui la domanda è stata registrata.

Prima dell'inizio del corso deve essere data comunicazione all'aspirante del provvedimento di ammissione o di non ammissione. Contro il provvedimento di non ammissione è ammesso ricorso al consiglio di amministrazione dell'ente nel termine di 15 giorni dalla comunicazione.

 

Art. 12 Gli allievi ammessi debbono preliminarmente essere sottoposti ad una visita medica generale, con particolare riferimento alle condizioni ematologiche, da parte di uno o più sanitari designati dal consiglio di amministrazione.

La visita medica deve essere ripetuta a tutti gli allievi almeno ogni sei mesi, con gli accertamenti clinici e di laboratorio effettuati.

I referti relativi debbono conservarsi nel fascicolo personale degli allievi.

 

Art. 13 La frequenza della scuola è obbligatoria. L'anno scolastico ha inizio il primo ottobre e termina il trenta giugno. Nei casi eccezionali il Ministro per la sanità può autorizzare il differimento della data iniziale dei corsi. Qualora in corso di anno scolastico l'allievo si trasferisca ad altra residenza, è ammesso a frequentare nella nuova sede, o in sede viciniore, il corso corrispondente a quello frequentato nella scuola di provenienza, facendone domanda entro dieci giorni dalla data in cui ha cessato la frequenza dalla scuola stessa.

Se il cambio di residenza avviene ad anno scolastico ultimato, l'allievo è ammesso a frequentare nella nuova sede il corso in cui sia stato ammesso nella scuola di provenienza. In ogni caso l'ammissione alla nuova scuola è subordinata alla disponibilità dei posti esistenti.

 

Art. 14 Il corso di studi per conseguire l'abilitazione all'esercizio della professione di tecnico sanitario di radiologia medica comprende lezioni teoriche, esercitazioni e tirocinio pratico.

Gli allievi non posso rimanere occupati per più di sei ore al giorno, comprendendo in questo periodo tanto il tempo delle lezioni quanto quello assegnato alle esercitazioni di tirocinio pratico che non possono superare le due ore giornaliere.

Durante le esercitazioni il tirocinio pratico ciascun allievo deve essere munito di idonei mezzi di protezione, nonché degli apparecchi di misurazione delle radiazioni ionizzanti.

 

Art. 15 Il primo anno di studio comprende solo lezioni teoriche e esercitazioni pratiche con esclusione di ogni contatto degli allievi con gli ammalati.

 

Art. 16 Le trasgressioni di cui gli allievi si siano resi colpevoli, nell'adempimento dei doveri scolastici, debbono essere riferite immediatamente al direttore per i conseguenti provvedimenti disciplinari.

Per le infrazioni si applicano, in quanto compatibili, le norme previste dalle disposizioni vigenti per gli istituti professionali dello Stato.

I provvedimenti che non implicano l'allontanamento dalla scuola sono di competenza del direttore.

I provvedimenti espulsivi vengono adottati dal consiglio dei professori. Contro i provvedimenti di allontanamento dalla scuola é ammesso ricorso per motivi di legittimità e di merito al consiglio di amministrazione, da cui dipende la scuola.

 

Art. 17 Al termine di ogni anno scolastico deve essere fatto lo scrutinio finale calcolando la media dei voti riportati dall'allievo nell'anno, per il profitto in ciascuna materia.

Gli allievi che non abbiano raggiunto la media di sei decimi non ottengono il passaggio all'anno successivo, se trattasi di allievi del primo e del secondo anno ; mentre se trattasi di allievi del terzo anno non sono ammessi all'esame della sessione estiva per il conseguimento del titolo di abilitazione.

Gli allievi che per due volte consecutive non dovessero ottenere il passaggio all'anno successivo o non dovessero conseguire il titolo di abilitazione, devono lasciare la scuola.

Per gli effetti collegati all'attribuzione del voto di condotta si applicano le norme vigenti per gli istituti professionali statali.

 

Art. 18 La sessione estiva e quella autunnale dell'esame di Stato per il conseguimento del titolo di abilitazione iniziano di norma rispettivamente dal 5 luglio e dal 15 settembre .

 

Art. 19 La prova di esame orale e quella pratica vertono su tutte le materie di insegnamento teorico e pratico.

 

Art. 20 Ogni componente della commissione esaminatrice dispone di dieci punti per la valutazione della prova di esame orale e di dieci punti per la prova pratica.

Per conseguire il diploma l'allievo deve riportare in ciascuna delle due prove almeno sei decimi del punteggio totale a disposizione della commissione.

 

Art. 21 Le spese per il funzionamento delle commissioni sono a carico degli enti che hanno istituito le scuole e sono liquidate secondo le norme vigenti per le commissioni di esame per il conseguimento del diploma statale al termine del corso di studio degli istituti professionali statali.

 

Art. 22 I consigli di amministrazione degli enti che hanno istituito le scuole debbono, nell'ottobre di ogni anno trasmettere al Ministero della sanità ed al Ministero della pubblica istruzione, per il tramite del medico provinciale, una relazione riassuntiva dei risultati ottenuti nell'anno precedente, indicando anche il numero dei diplomi rilasciati.

 

Art. 23 La vigilanza che, per l'art. 1 della legge 4 agosto 1965, nn. 1103 compete al Ministero della sanità è esercitata normalmente dal medico provinciale.

 

Art. 24

1) Servizio di radiodiagnostica.

I tecnici sanitari di radiologia medica:

 

a) sono autorizzati ad effettuare direttamente, su prescrizione medica - anche in assenza del medico radiologo - i radiogrammi relativi agli esami radiologici dell'apparato scheletrico, del torace e dell'addome, senza mezzi di contrasto, secondo le indicazioni di carattere generale preventivamente definite dal medico radiologo, sia nel servizio radiologico centralizzato che nelle strutture decentrate;

b) collaborano con il medico radiologo in tutte le restanti indagini diagnostiche di competenza radiologica.

La continuità o la saltuarietà della presenza fisica del medico radiologo durante l'effettuazione delle indagini di cui alla presente lettera b) viene stabilita dal medico radiologo stesso in ragione delle esigenze del caso.

 

2) Servizio di radioterapia.

 

I tecnici sanitari di radiologia medica collaborano direttamente con i medici radioterapisti nell'ambito delle seguenti attività:

a) impostazione del trattamento, ivi comprese tutte le indagini collaterali ad esso complementari;

b) operazioni dosimetriche inerenti al trattamento, anche in collaborazione con il servizio di fisica sanitaria;

c) effettuazione e controllo della centratura e della eventuale simulazione;

d) preparazione ed impiego di mezzi ausiliari di centratura e immobilizzazione del paziente o irradiazione;

e) controllo dell'efficienza degli impianti e loro predisposizione all'uso;

f) caricamento, scaricamento dei dispositivi per terapia nella fase successiva al caricamento e recupero delle sorgenti;

g) operazioni necessarie all'allestimento delle dosi radioattive da somministrare ai pazienti;

h) controllo delle eventuali contaminazioni;

i) decontaminazione degli oggetti ed ambienti contaminati;

l) effettuazione del trattamento radioterapico predisposto dal radioterapista e suo controllo durante tutta la durata della seduta secondo le indicazioni ricevute;

m) tenuta ed aggiornamento delle registrazioni dei trattamenti e del registro di carico e scarico del materiale radioattivo;

n) carico, custodia e scarico del materiale radioattivo e della strumentazione tecnica;

o) collaborazione con il medico radioterapista e il servizio di fisica sanitaria per quanto concerne la dosimetria e gli altri atti inerenti la radioprotezione;

p) preparazione e posizionamento del paziente.

I tecnici sanitari di radiologia medica espletano, inoltre, ogni altra operazione tecnica richiesta dal medico radioterapista .

 

3) Servizio di medicina nucleare.

 

I tecnici sanitari di radiologia medica addetti ai servizi di medicina nucleare:

a) prendono in consegna le sorgenti radioattive, curando il loro carico e scarico oltre che lo smaltimento dei rifiuti radioattivi; segnalano al preposto il movimento e la giacenza del materiale radioattivo e provvedono alle relative registrazioni;

b) effettuano le operazioni necessarie all'allestimento delle dosi radioattive da somministrare ai pazienti e da manipolare in vitro ed ogni altra operazione concernente il lavoro di camera calda;

c) se necessario, accettano il paziente, ne accertano i dati anagrafici, provvedono alla registrazione ed archiviazione dei risultati delle operazioni tecniche effettuate ed al trattamento dei fotoscintigrammi;

d) controllano l'efficienza delle apparecchiature che predispongono per l'uso. Collaborano con il medico nucleare nell'effettuazione delle indagini e nella rilevazione e registrazione dei dati anche mediante impiego di elaboratori elettronici;

e) collaborano con il medico nucleare in studi ed esami in vitro mediante l'uso di apparecchiature atte a rilevare la presenza di radionuclidi nei campioni;

f) provvedono alla decontaminazione e controllo della vetreria e degli oggetti o ambienti contaminati ed attuano tutte le operazioni inerenti alla radioprotezione, secondo la vigente normativa;

g) effettuano ogni altra operazione tecnica richiesta dal medico nucleare.

 

4) Servizio di fisica sanitaria.

 

I tecnici sanitari d radiologia medica coadiuvano i responsabili dei servizi di fisica sanitaria per la risoluzione dei problemi di fisica nell'impiego di isotopi radioattivi, di sorgenti di radiazione per la terapia, la diagnostica e la ricerca e, con l'esperto qualificato, nella sorveglianza fisica per la protezione contro le radiazioni ionizzanti.

 

5) Apparecchiature nell'ambito del servizio di radiologia.

 

I tecnici sanitari di radiologia medica assumono la responsabilità del corretto uso delle apparecchiature loro affidate, controllano la loro efficienza, individuano gli eventuali inconvenienti tecnici e si adoperano, quando è possibile, ad eliminarli; possono altresì esprimere il proprio parere tecnico in fase di collaudo di installazione di nuove apparecchiature nonché dopo l'esecuzione di eventuali riparazioni.

 

6) Trattamento del materiale radiografico e documentazione fotografica.

 

I tecnici sanitari di radiologia medica effettuano tutte le operazioni concernenti il trattamento del materiale sensibile; possono altresì provvedere alla riproduzione e riduzione del materiale iconografico.

 

7) Attività collaterali.

 

I tecnici sanitari di radiologia medica che con provvedimento del medico autorizzato siano stati allontanati in via cautelativa temporanea o permanente, dalle zone controllate, perché affetti da patologia professionale specifica, sono adibiti, a richiesta, prioritariamente nell'ambito del settore radiologico, alle pratiche di accettazione del paziente, alla sua registrazione, alla archiviazione degli esami praticati, alla rilevazione periodica dei dati statistici, nonché al carico e scarico del materiale ricevuto in dotazione

Art. 25 Coloro che si trovano in possesso dei requisiti indicati nell'art. 20 della legge 4 agosto 1965, n. 1103, devono presentare al medico provinciale della provincia in cui risiedono domanda al fine di ottenere l'ammissione agli esami per il conseguimento del diploma di abilitazione. Alla domanda devono essere allegati i documenti comprovanti di aver esercitato abitualmente e direttamente la professione di tecnico sanitario di radiologia medica, da almeno cinque anni, in sedi diverse dalle amministrazioni ospedaliere o da enti pubblici.

Coloro che si trovano nelle condizioni stabilite dall'art. 21 della stessa legge devono presentare domanda al medico provinciale della provincia in cui risiedono per ottenere direttamente il diploma di abilitazione da parte dell'apposita commissione.

Alla domanda gli interessati devono allegare i documenti comprovanti di aver esercitato, alla data di entrata in vigore della presente legge, da almeno tre anni la professione di tecnico sanitario di radiologia medica presso amministrazioni ospedaliere o enti pubblici oppure di essere in possesso di un titolo di specializzazione rilasciato da specifiche scuole riconosciute dallo Stato.

Ai sensi dell'art. 21 della suddetta legge, per scuole riconosciute dallo Stato devono intendersi le scuole o i corsi per tecnici di radiologia o denominazioni corrispondenti che hanno ottenuto l'autorizzazione per l'istituzione e il funzionamento da parte delle competenti autorità dello Stato.

 

Art. 26 Coloro che versano nelle condizioni previste dall'art. 23 della legge 4 agosto 1965, n. 1103, devono presentare domanda al medico provinciale della provincia in cui risiedono.

Alla domanda deve essere unito il diploma rilasciato, dopo un corso triennale, da una scuola pubblica o privata riconosciuta dallo Stato per tecnici di radiologia o qualifiche similari.

L'esame di idoneità consiste in una prova pratica con le modalità che saranno fissate dal Ministero della sanità di concerto con il Ministero della pubblica istruzione.

Per la prova pratica ogni commissario dispone di dieci punti.

Non può conseguire l'idoneità il candidato che non abbia ottenuto almeno sei decimi sul totale dei punti, di cui dispone la commissione.

 

Art. 27 La sede e la data degli esami di cui agli artt. 20 e 23 della legge 4 agosto 1965, n. 1103, vengono fissate dal medico provinciale di concerto con il provveditore agli studi.

Di esse viene data notizia nel Foglio annunzi legali nella provincia sede degli esami almeno un mese prima della data degli esami stessi.

La commissione presso ogni provincia è composta in conformità di quanto disposto dal secondo comma dell'art. 8 della legge succitata.

I componenti di cui alle lettere a) e c) del menzionato art. 8 della legge vengono scelti tra i direttori e gli insegnanti delle scuole della provincia o, se del caso, di province viciniori, previste dagli artt. 4 e 23 della legge anche tra il personale cessato dal servizio. Il componente di cui alla lett. d) viene designato dal provveditore agli studi della provincia sede di esame. Qualora il numero dei richiedenti sia in una provincia inferiore a 20 o, su proposta del medico provinciale, per gravi difficoltà di funzionamento della commissione, il Ministro per la sanità può disporre la trasmissione delle domande al medico provinciale viciniore nella cui provincia abbia sede una scuola debitamente autorizzata.

 

Art. 28 Le scuole pubbliche o private di tecnico di radiologia riconosciute dallo Stato, esistenti alla data di entrata in vigore della legge, devono comprendere le materie obbligatorie di insegnamento che sono stabilite nel decreto del Ministro per la sanità, di concerto con il Ministro per la pubblica istruzione, ai sensi dell'art. 6 della legge.

Nel caso di in ottemperanza il Ministro per la sanità di concerto con il Ministro per la pubblica istruzione provvede a diffidare l'ente gestore della scuola ad uniformarsi ai programmi ministeriali, assegnando all'uopo un termine non superiore a mesi tre.

Trascorso inutilmente tale termine, il Ministro per la sanità di concerto con quello per la pubblica istruzione provvede alla revoca dell'autorizzazione all'esercizio della scuola.

 

Art. 29 Fino a quando non saranno costituiti i collegi di cui all'art. 14 della legge 4 agosto 1965, n. 1103, coloro che sono forniti di diploma di tecnico di radiologia, ai sensi della legge predetta, possono svolgere l'attività inerente all'esercizio della professione.

Resta fermo l'obbligo di far registrare il diploma di abilitazione presso l'ufficiale sanitario ai sensi degli artt. 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 264.

 

Art. 30 Coloro che prestavano servizio alle dipendenze di enti pubblici con funzioni di tecnico di radiologia alla data di pubblicazione della legge 4 agosto 1965, n. 1103, purché presentino istanza al medico provinciale della provincia di residenza per conseguire il diploma di abilitazione all'esercizio della professione di tecnico sanitario di radiologia medica, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, continuano nella prestazione del medesimo servizio dal quale saranno allontanati, per difetto del titolo, dal giorno della notifica della decisione della apposita commissione di diniego del rilascio del diploma di abilitazione o comunque se entro il predetto termine non abbiano presentato l'istanza per il conseguimento del diploma.

Coloro che, al momento della pubblicazione della predetta legge prestavano servizio alle dipendenze di istituti di cura e di gabinetti radiologici privati, con mansioni proprie dei tecnici di radiologia medica, sono autorizzati a continuare nella prestazione del servizio con identiche mansioni, purché presentino domanda al medico provinciale della provincia di residenza per sostenere l'esame di conseguimento dell'abilitazione, nel termine di sei mesi dalla entrata in vigore del presente regolamento.

Il servizio deve cessare dal giorno della comunicazione definitiva all'interessato della decisione da parte dell'apposita commissione di escludere dall'esame per difetto dei prescritti requisiti o di esito negativo dell'esame, o comunque dalla scadenza del termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, ove non abbiano presentato la istanza per il conseguimento del diploma.

Il Diploma di abilitazione all'esercizio della professione di tecnico sanitario di radiologia medica deve essere conforme agli annessi modelli.

Del rilascio del diploma viene presa nota in apposito registro della scuola presso cui ha svolto i suoi lavori la commissione.

I modelli possono essere notificati con provvedimento del Ministro per la sanità.

 

 

CODICE DEONTOLOGICO DEL TECNICO SANITARIO DI RADIOLOGIA MEDICA

1) Parte Introduttiva

 

1.1) Il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica è un operatore tecnico-sanitario che si rivolge all'uomo sano o malato.

Secondo la legislazione vigente la sua attività si inquadra nella professione di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, per la quale vi è l'obbligo di iscrizione all'Albo, anche per chi opera nel settore pubblico.

In collaborazione diretta con il Medico Radiologo specialista e a fronte delle indicazioni fornite dal Medico richiedente, programma e gestisce l'erogazione di prestazioni polivalenti nei campi della radiologia tradizionale, digitale e delle grandi apparecchiature di immagine, della radioterapia, della medicina nucleare, della fisica sanitaria, utilizzando tutti i tipi di radiazioni ionizzanti e non, a scopo preventivo, diagnostico, terapeutico, didattico e di ricerca.

Egli assume la responsabilità degli atti di sua competenza, in particolare controllando il corretto uso delle apparecchiature a lui affidate, esprimendo un parere nella fase di installazione, di collaudo e dopo le riparazioni, realizzando i programmi di controllo e di garanzia di qualità.

Partecipa altresì alla determinazione della politica professionale e sanitaria (Legge n. 1103/65, D.P.R. n. 680/68, Legge n. 25/83).

1.2) In quanto professione sanitaria, la dimensione etica dell'attività del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica si caratterizza per la finalità primaria di tutela e promozione della salute di tutti i cittadini, nonché per la prevenzione e cura delle malattie.

Il destinatario dell'intervento (cittadino sano o malato) deve essere considerato come protagonista attivo e responsabile, e nei suoi confronti valgono i principi generati di garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo e di pari dignità sociale di tutti i cittadini, affermati anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana, che si realizzano in campo sanitario con il rispetto del diritto alla consapevole autodeterminazione.

 

2) Oggetto e campo di applicazione del codice deontologico

La deontologia professionale è l'insieme dei pincìpi, delle regole e delle consuetudini che ogni professionista deve osservare ed alle quali deve ispirarsi nell'esercizio della sua professione.

2.1) Le disposizioni del presente Codice si applicano ad ogni Tecnico Sanitario di Radiologia Medica iscritto all'Albo professionale.

2.2) Le norme deontologiche, in quanto attengono a doveri generali di comportamento, devono essere osservate dai Tecnici Sanitari di Radiologia Medica in qualsiasi ambito eserciti la propria professione, compresi i regimi di dipendenza e di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale ed altri Enti Pubblici.

2.3) L'inosservanza dei precetti, degli obblighi e dei divieti fissati dal presente Codice Deontologico e ogni azione od omissione, comunque disdicevoli al decoro o al corretto esercizio della professione, sono punibili con le sanzioni disciplinari previste dall'art. 40 del D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221.

 

3) Segnalazioni al Collegio Provinciale dei T.S.R.M.

Il T.S.R.M. è tenuto a segnalare al Collegio provinciale dei T.S.R.M. ogni comportamento di collega ritenuto lesivo del prestigio professionale o che possa apparire come indebita assunzione di competenze mediche, ogni tentativo di imporgli comportamenti non conformi, ogni prestazione di persona estranea alla professione che si configuri come esercizio abusivo della stessa.

Anche in conformità ai compiti stabiliti dalla legge il T.S.R.M. deve fare riferimento al Collegio in caso di controversie con altri colleghi.

 

4) Formazione ed impegno professionale

Il T.S.R.M. è consapevole che l'esercizio della professione in conformità alle finalità già richiamate, richiede in primo luogo un'adeguata e continua formazione. Tale obiettivo si realizza attraverso l'impegno personale, ma anche mediante il sostegno del Collegio professionale.

4.1) La formazione del T.S.R.M. richiede:

4.1.1.) sufficiente equilibrio personale e rispetto dei diritti fondamentali di ogni cittadino;

4.1.2) esauriente preparazione professionale e acquisizione di un atteggiamento disponibile a rivedere criticamente il proprio bagaglio culturale;

4.1.3) aggiornamento periodico in ordine alle conoscenze professionali ed alle norme che regolamentano l'attività;

4.1.4) formazione al lavoro di équipe, considerato come momento essenziale dell'attività professionale;

4.1.5) atteggiamento di impegno responsabile nella preparazione umana e professionale degli allievi, mettendo interamente a loro disposizione il proprio bagaglio di conoscenza ed esperienza;

4.1.6) capacità di conoscere i limiti che caratterizzano le competenze della professione e di identificare eventuali carenze nella preparazione o nell'esperienza professionale.

4.2) Qualora le condizioni del paziente giustifichino prestazioni urgenti, il T.S.R.M. può assumersi la responsabilità di eseguirle anche in assenza del medico radiologo specialista, mantenendosi comunque nell'ambito delle indicazioni di ordine generale fissate dallo specialista stesso.

In caso di prestazioni diagnostica urgente e solo qualora perduri l'assenza del medico radiologo specialista, il materiale iconografico deve essere messo a disposizione del sanitario che ne ha fatto richiesta.

4.3) In caso di richiesta di prestazioni che, sulla base della sua conoscenza tecnico professionale e approfondita valutazione, tema possano risultare dannose per la salute del paziente, il T.S.R.M. è tenuto a manifestare il proprio orientamento al medico richiedente.

Nei casi di estrema gravità egli ha diritto di astenersi, assumendosene la diretta responsabilità.

4.4) Nell'ambito dell'attività del Collegio il T.S.R.M. partecipa attivamente alla tutela della professione, allo sviluppo culturale e sociale della categoria, affinché possa dare il meglio di se stesso al servizio del singolo assistito e della comunità.

 

5) Rapporti con i cittadini ed i malati

Il T.S.R.M. riconosce che il cittadino (sano o malato) non è destinatario passivo degli interventi sanitari, ma deve essere considerato come persona titolare dei diritti inviolabili dell'uomo, cui spetta un ruolo attivo nella tutela e promozione della propria salute.

5.1) In conformità alle richiamate finalità delle professioni sanitarie il T.S.R.M. é consapevole del proprio ruolo nell'educazione dei cittadini alla salute ed identifica in particolare la propria competenza nei temi che riguardano i benefici ed i rischi per il singolo e per la collettività derivanti dall'uso delle energie utilizzate.

5.2) Il T.S.R.M. collabora con il medico radiologo specialista nell'indicare eventuali comportamenti resi opportuni dalle prestazioni attuate. In accordo con il medico richiedente il T.S.R.M. si fa carico di fornire all'utente - ed ai genitori in caso di minore - tutte le informazioni che si rendano opportune per comprendere il significato dell'indagine e collaborare attivamente al suo espletamento.

5.3) Il T.S.R.M. é consapevole che ogni prestazione sanitaria ha come presupposto il rapporto di fiducia che deve essere instaurato tra operatore e cittadino.

5.4) Il segreto professionale costituisce garanzia del rapporto di fiducia. Il T.S.R.M. si fa carico inoltre di informare coloro che collaborano alle sue prestazioni, anche non a titolo professionale del dovere di mantenere il segreto e vigila che vi si conformino.

5.5) Il T.S.R.M. é consapevole che il consenso ad una prestazione sanitaria é un diritto di ogni cittadino costituzionalmente tutelato. Si adopera pertanto nell'ambito della propria competenza e dei compiti affidatigli a garantire che il paziente, debitamente informato, possa giungere ad una accettazione libera e consapevole della prestazione propostagli. Ritiene contrario a tale impostazione il ricorso puramente formale alla sottoscrizione di moduli predisposti.

5.6) Il rapporto di fiducia esige il rispetto della persona, che, nell'attività del T.S.R.M., si esprime in particolare nel garantire la riservatezza delle informazioni all'atto della raccolta dei dati anamnestici, negli atteggiamenti assunti durante l'esecuzione delle prestazioni, nel preservare l'intimità dell'utente anche quando le situazioni logistiche ne facilitino il pregiudizio.

5.7) Il T.S.R.M. contribuisce ad educare i familiari affinché collaborino al progetto terapeutico a favore del loro congiunto anche in relazione alle particolari esigenze della tutela della salute dei familiari stessi .

Eventuali richieste di informazione dei familiari su quesiti specifici vanno indirizzate al curante. Il T.S.R.M. é a conoscenza che nel caso di soggetto maggiorenne i familiari non possono sostituirsi allo stesso nell'espressione del consenso.

5.8) Il T.S.R.M. rispetta la peculiarità di ogni persona che gli si rivolge. Di fronte a situazioni particolari legate all'età (bambini, anziani), alle infermità (soggetti portatori di handicap), al quadro clinico (ad esempio pazienti neoplastici o terminali) egli ritiene indispensabile acquisire una preparazione specifica che gli consenta si offrire un servizio adeguato.

5.9) In ordine alla sperimentazione relativa a mezzi di contrasto, radiofarmaci, terapie radianti e tecnologie il T.S.R.M. é consapevole che questa non può essere eseguita senza informazione e consenso del paziente e sufficienti garanzie di tutela della sua salute.

 

6) Rapporti con gli operatori della salute

Il T.S.R.M. é consapevole che la tutela e la promozione della salute sono oggi sempre più affidate ad interventi pluridisciplinari che esigono un metodo di collaborazione interdisciplinare. In particolare anche l'attività che gli compete é continuamente correlata con l'intervento di altri operatori ed esige pertanto la conoscenza ed il rispetto delle reciproche competenze, e la ricerca di modalità di comunicazione.

Tra le diverse figure professionali, anche non sanitarie, con cui entra in relazione, particolare attenzione deve essere prestata ai rapporti con gli altri colleghi e con i medici.

6.1) Rapporti con i colleghi T.S.R.M..

6.1.1) Anche nei rapporti con i colleghi, il T.S.R.M. opera nella convinzione che la finalità primaria dell'impegno professionale é la tutela e la promozione della salute delle persone affidategli. Pertanto si preoccupa di garantire la massima collaborazione e la possibilità di utilizzare le rispettive conoscenze ed esperienze. Ritiene quindi deontologicamente censurabile ogni atteggiamento ispirato da rivalità o protagonismo.

6.1.2) Il T.S.R.M. non abbandona il proprio posto di lavoro se non ha la certezza di essere sostituito e si preoccupa comunque di assicurare ai colleghi il passaggio delle consegne in modo preciso ed esauriente.

6.1.3) In caso di opinioni divergenti, su temi di carattere professionale, il T.S.R.M. , evitando di manifestarle in presenza dell'utente, cercherà il confronto con i colleghi sul terreno di un corretto approfondimento scientifico.

6.2) Il T.S.R.M. pur nella sua autonoma responsabilità tecnico professionale ritiene essenziale ai fini del proprio servizio la collaborazione con gli specialisti radiologi e con gli altri medici nel rispetto delle reciproche competenze.

Riconosce in particolare che l'interpretazione dei dati, la valutazione diagnostica e le indicazioni terapeutiche sono atti di competenza medica.

 

7) Rapporti con la società

Il T.S.R.M., ritenendosi soggetto attivo nella determinazione della politica professionale e sanitaria assume un atteggiamento responsabile nell'attuazione del diritto alla salute.

7.1) Il T.S.R.M. promuove iniziative per adeguare le norme vigenti alle esigenze dei cittadini, finalizzate alla tutela della salute, segnala all'autorità competente le carenze organizzative ed i ritardi nell'applicazione delle leggi, e collabora per la loro sollecita e puntuale attuazione.

7.2) Il T.S.R.M. é titolare per norma costituzionale del diritto di sciopero. Egli ha comunque il dovere di garantire le prestazioni urgenti ed indispensabili.

7.3) Qualora richiesto di un parere professionale sull'acquisto di apparecchiature o materiali, nonché sulla loro efficacia ed efficienza, il T.S.R.M. ispira le proprie scelte in funzione della reale utilità delle tecnologie senza condizionamenti politico-amministrativi ed economici.

 

 

Ministero Della Sanità

Decreto 26 settembre 1994 n: 746, G.U. n. 6 del 9 gennaio 1995.

Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo professionale del tecnico sanitario di radiologia medica

 

IL MINISTRO DELLA SANITÀ

Visto l'art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502, recante:<< Riordino della disciplina in materia sanitaria , a norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 42 >>, nel testo modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517 ;

Ritenuto che, in ottemperanza alle precisate disposizioni, spetta al Ministro della sanità di individuare con proprio decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili, relativamente alle aree del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione ;

Ritenuto di individuare con singoli provvedimenti le figure professionali ;

Ritenuto di individuare la figura del tecnico sanitario di radiologia medica ;

Vista la legge 31 gennaio 1983, n. 25

Visto il parere del Consiglio Superiore di Sanità, espresso nella seduta del 22 aprile 1994 ;

Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nella adunanza generale del 4 luglio 1994 ;

Vista la nota, in data 24 settembre 1994, con cui lo schema di regolamento é stato trasmesso, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al Presidente del Consiglio dei Ministri ;

Adotta

 

il seguente regolamento:

Art. 1.

1. E' individuata la figura del tecnico sanitario di radiologia medica con il seguente profilo; il tecnico sanitario di radiologia medica é l'operatore sanitario che in possesso del diploma universitario abilitante e dell'iscrizione all'Albo professionale, é responsabile degli atti di sua competenza ed é autorizzato ad espletare indagini e prestazioni radiologiche .

 

2. Il tecnico sanitario di radiologia medica è l'operatore sanitario abilitato a svolgere, in conformità a quanto disposto dalla legge 31 gennaio 1983, n. 25, in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, su prescrizione medica tutti gli interventi che richiedono l'uso di sorgenti di radiazioni ionizzanti, sia artificiali che naturali, di energie termiche, ultrasoniche, di risonanza magnetica nucleare nonché gli interventi per la protezionistica fisica o dosimetrica .

 

3. Il tecnico sanitario di radiologia medica:

 

a) partecipa alla programmazione e organizzazione del lavoro nell'ambito della struttura in cui opera nel rispetto delle proprie competenze;

 

b) programma e gestisce l'erogazione di prestazioni polivalenti di sua competenza in collaborazione diretta con il medico radiodiagnosta, con il medico nucleare, con il medico radioterapista e con il fisico sanitario, secondo protocolli diagnostici e terapeutici preventivamente definiti dal responsabile della struttura;

 

c) é responsabile degli atti di sua competenza, in particolare controllando il corretto funzionamento delle apparecchiature a lui affidate, provvedendo alla eliminazione di inconvenienti di modesta entità e attuando programmi di verifica e controllo a garanzia della qualità secondo indicatori standard e predefiniti;

 

d) svolge la sua attività nelle strutture sanitarie pubbliche o private, in rapporto di dipendenza o libero professionale.

 

4) Il tecnico sanitario di radiologia medica contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.

 

Art. 2.

1. Con decreto del Ministero della Sanità é disciplinata la formazione complementare post-base in relazione a specifiche esigenze del Servizio sanitario nazionale.

 

Art. 3. 1

1. Il diploma universitario di tecnico sanitario di radiologia medica conseguito ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, abilita all'esercizio della professione previa iscrizione all'Albo professionale.

 

Art. 4.

1. Con decreto del Ministro della sanità di concerto con il ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario di cui all'art. 3 ai fini dell'esercizio della relativa attività professionale e dell'accesso ai pubblici uffici.

 

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Roma, 26 settembre 1994

Il Ministro: Costa

 

 

 



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